“Nella vita, possono capitare momenti in cui è difficile dire qualcosa, tanta è l’emozione che ti scava l’animo, che si insinua in ogni fibra. È ciò che capita a me in questo istante, nel momento in cui le dita sfiorano la tastiera del computer per comunicare la mia gioia per la nascita di un Movimento di libertà, Sicilia Parallela, e quello di un suo organo “puntoSicilia“, l’emblema di un “punto e a capo”, di una voglia di ricominciare a vivere un’isola mai felice.
E con tutto il mio essere esprimo gratitudine a chi ha compreso e fatto suo il messaggio che ho voluto lanciare con il mio libro “L’Intrigo Parallelo“, un messaggio che la critica ha definito “un inno alla libertà del popolo siciliano“.
Se con questo lavoro sono riuscito a fare emergere nell’animo di molti conterranei la voglia di fare, di agire, di sotterrare l’indifferenza che spesso attanaglia la nostra gente e far nascere la volontà di riappropriarsi di un’isola stanca di essere spolpata, dilaniata, per me, significa avere raggiunto il traguardo sperato.
“L’Intrigo Parallelo” è figlio dell’indignazione, certo, ma anche della speranza, di quel valore che cela in sé il seme di un inizio, la potenza del germogliare, la possibilità di un nuovo pensiero, quando la storia spinge in direzione dell’unità, di una sorta di crescita che suggerisce un accostamento al concetto di evoluzione.
Viviamo in un terra dal calore umano non comune, ricca di un’invidiabile bellezza paesaggistica, monumentale, culturale. Una terra stupenda, eppure dilaniata da una politica rissosa, spesso incapace di guardare al bene comune, una terra soggiogata da gruppi delinquenziali che ne disonorano il nome.
Nel mio libro auspico una rinascita, che può solo passare da una rivoluzione delle coscienze. E il nascente Movimento, al quale offro il mio contributo, può essere la forza propulsiva per farlo. Non vogliamo ergerci a giudici, a moralisti. Sfioreremmo la stupidità. Il nostro intento è solo quello di collaborare all’opera comune con un quotidiano sguardo alla coscienza, quella coscienza di cui non ci pare che molti nostri politici abbiano finora fatto buon uso.
L’intento di Sicilia Parallela non è quello di parlare il linguaggio del cuore, anche se questo è importante, ma di guardare oltre, con lucida chiarezza. E chiedere giustizia, cosa che non è un sogno e nemmeno un concetto astratto, ma il calore che sgorga dall’anima. Se la rivoluzione delle coscienze prenderà piede nel popolo siciliano, avremo raggiunto un valore enorme di consapevolezza e libertà, se ciò non dovesse accadere avremo perso l’occasione cercata da secoli. Qualcuno ha scritto che le grandi idee e le giuste azioni vengono trasportate dalle ali di una colomba. Auguriamoci che, in mezzo al frastuono che ci circonda, qualcuno possa udire il lieve fruscio di quelle ali.
Carmelo Nicolosi
Direttore responsabile di PuntoSicilia